IL RUOLO DELLE CASCINE NELL'EXPO 2015

Intervento pubblicato su “Progetti e Concorsi” del Sole24Ore n. 45, 2009

L’idea di un Expo diffuso sul territorio che coinvolge il sistema di cascine intorno a Milano, ribalta, come si afferma nello stesso “Conceptual Master Plan”, il concetto di monumentalità che ha caratterizzato le precedenti Esposizioni universali.
Questa proposta, però, potrebbe essere estremizzata e arricchita di ulteriori significati, non solo aprendo il sistema ad un’area geograficamente più ampia, ma anche interrogandosi rispetto al ruolo che le cascine potrebbero avere.
Quelle ai margini della città contribuiranno certamente a rispondere alla domanda di ricettività, ma nel territorio della Bassa Lombardia vi sono ambiti veramente in grado di incarnare il tema espositivo.
Pensiamo all’area del Lodigiano: è la propaggine più vicina a Milano del macro-distretto agroalimentare lombardo-emiliano.
Questo distretto rappresenta l'agroecosistema più produttivo della terra: in nessun altro luogo l'agricoltura è così intensiva, tecnologicamente avanzata e decisiva per le necessità alimentari di tutta la nazione.
Il Parco Tecnologico Padano di Lodi, che ospita l'incubatore Alimenta, è il principale cluster italiano nel settore delle biotecnologie e dell'agro-alimentare e ospita al suo interno Università e laboratori di ricerca privati.
Tutto questo territorio è costellato da cascine: un vero e proprio arcipelago di presenze
immerse in un paesaggio che per generazioni è stato modellato dal lavoro agricolo.
Molte aziende agricole sono in attività, molte sono ormai dismesse e faticano a ridefinire un proprio ruolo, sia per le loro notevoli dimensioni sia perché non sono nelle immediate vicinanze di centri urbani.
Se queste realtà fossero coinvolte, consentirebbero all’Expo di radicarsi proprio nel cuore di un sistema agricolo ancora attivo e di estremo interesse.
Le aziende attive sarebbero testimonianza viva di tale realtà, alcune tra quelle dismesse potrebbero garantire un supporto alla fruizione dell’area sia in termini di ricettività che di ampliamento dell’offerta, il Parco potrebbe promuovere iniziative di divulgazione e approfondimento.
Il tutto in un dialogo rivolto contemporaneamente al passato e al futuro.
Certamente si tratta di un’area meno ricca di infrastrutture rispetto all’hinterland milanese, ma alcuni assi di penetrazione - l’Autostrada A1, la via Emilia e la linea ferroviaria Milano/Bologna – già ora garantiscono un buon collegamento.
In macchina o in treno, ci si lascia alle spalle Milano, i centri abitati di San Donato, San Giuliano e Melegnano e ci si trova alle porte della campagna lombarda.
Arrivando dal capoluogo, la stazione di Tavazzano può essere la prima tappa per accedere ad un sistema di circa quindici cascine sul solo territorio comunale, molte delle quali ancora in attività.
Qui trova sede anche il Laboratorio sperimentale dell’ENSE - Ente Nazionale delle Sementi Elette, costituito per promuovere la diffusione e l’uso di sementi di qualità.
Proseguendo in direzione di Lodi l’orizzonte si apre ulteriormente e si arricchisce di nuove presenze.