DALLA CITTÀ CONSOLIDATA ALLA CITTÀ NUOVA:
DENSITÀ URBANA E INTENSITÀ PERCETTIVA

tratto da:
Progetto per la nuova sede dell’amministrazione provinciale di Pisa nell’ambito del “Parco Centrale” di Cisanello, 2003
Il progetto è stato affrontato sovrapponendo allo studio della morfologia e delle infrastrutture un’indagine approfondita delle diverse attività previste dal programma .
In particolare si è analizzata la capacità delle differenti funzioni /attività di generare flussi di persone e dinamiche relazionali.
L’analisi è stata condotta parallelamente a due scale di riferimento distinte: la scala più ampia della città e del territorio e quella locale del quartiere.
Il tentativo è stato quello di ‘catturare’ il divenire dalla città stabile alla città nuova: attraverso quali fasi avviene la inevitabile diluizione della densità a livello di disegno urbano ma anche a livello di intensità percettiva e di interazioni sociali ?
Questo tipo di approccio ha fornito una lettura dell’area di intervento da diverse angolazioni mentre nella fase di progettazione ha consentito di verificare la validità del progetto rispetto agli obiettivi prefissati.
L’analisi ha evidenziato come l’area di Cisanello sia caratterizzata, morfologicamente, da un tessuto urbano frammentario e dalla presenza di vuoti attorno a cui l’edificato si aggrega a formare nebulose o piccole lottizzazioni.
A sud, lungo l’Arno, prevale l’area verde golenale, a nord il verde agricolo e le partizioni dei campi, al centro l’area di intervento, a est il sistema di vuoti che separano l’area dal centro cittadino.
In particolare, ai due estremi dell’area, i due sistemi verdi principali originano paesaggi estremamente differenti: la naturalità del lungofiume e l’andamento sinuoso delle golene si contrappongono alla campagna coltivata e alla geometria del sistema irriguo.
Il tessuto urbano della città antica costituisce un fronte compatto che, oltre il filtro verde individuato ad est, si sgretola in aggregazioni casuali.
Il risultato è quello di un’assoluta mancanza di densità, sia da un punto di vista percettivo che per quanto riguarda le relazioni sociali che l’area è in grado di generare.

Le eterotopie
Questa situazione è resa ancor più evidente dalla presenza, sull’area, di alcune emergenze che paiono non interagire con il contesto ma si configurano in quanto universi isolati.
Per tale ragione sono state identificate come eteroropie, includendo in tale definizione l’ospedale, il centro commerciale, l’edificio della protezione civile; a una scala più ampia anche il sistema del lungofiume è un mondo a sé privo di dialogo con la zona est di Pisa e lo stesso centro città si configura come presenza isolata chiusa tra le sue mura.
L’area appare, dunque, priva di un’identità ben definita e tali emergenze rappresentano nuclei che non riescono a generare tensione.
Con il nuovo programma altre eterotopie affiancheranno quelle esistenti: nuove presenze che il progetto farà interagire.

Riqualificazione ambientale e flussi di automobili: densità e continuità
L ’evidenziazione delle infrastrutture presenti e previste nella zona est ha rilevato come la viabilità costituisca l’unico sistema strutturante presente sull’area.
L’asse viario che delimita l’area di intervento è la principale direttrice e si contrappone all’Arno in quanto nuovo fiume artificiale e spina centrale di Cisanello.
La volontà di costruire, attraverso il progetto, una nuova identità dell’area si basa su due temi apparentemente antitetici: la riqualificazione ambientale e il potere strutturante del nuovo fiume di macchine che attraversa l’area.
La volontà è, soprattutto, quella di generare densità e continuità.
Tali termini non vanno intesi in senso ‘fisico’: la continuità, oggi, non è più necessariamente di tipo fisico ma è soprattutto legata alla mobilità mentre la densità è essenzialmente di tipo percettivo.
Ecco, allora, che il flusso di macchine garantisce, attraverso la mobilità, quella continuità che sull’area è venuta a mancare sia rispetto al centro cittadino che rispetto al territorio della provincia.
La ricerca di densità si attua, invece, attraverso il tema del verde e del paesaggio naturale: il parco è infatti il dispositivo che è stato individuato per connettere a sistema le eterotopie e le nuove attività previste . In tal senso il parco viene inteso non come sistema a sé stante, ma come parco nella città, strettamente interrelato con essa.

Il Parco come elemento di connessione
L’idea di progetto è quella di individuare, nella zona est di Pisa, una nuova polarità, alternativa e complementare al centro della città consolidata, un sistema di spazi pubblici che avrà la funzione di connettere i due grossi polmoni verdi presenti verso nord e lungo la ferrovia: la ricomposizione ambientale degli spazi e dei volumi esistenti viene incardinata sul tema del parco.
Il Parco sovrappone al sistema viabilistico e al flusso delle macchine una scala nuova, che consente al progetto di infilarsi tra le pieghe del quartiere andando ad irrorare in modo più capillare il tessuto, le aree di risulta, gli interstizi..
Attraverso il sistema del verde si attuerà quella connessione nord – sud che è tra gli obiettivi del concorso.
Il progetto, in particolare, intende creare una relazione tra i due tipi di paesaggio – quello agricolo e quello golenale – che si attestano ai due estremi dell’area.
La funzione del parco è anche quella di generare una complessa rete di relazioni tra le
emergenze, esistenti e di progetto, in esso contenute.
In tal senso il verde viene concepito come ‘materiale’ per costruire e connettere, una ‘sostanza’ vischiosa che si insinua e si modella intorno a ciò che trova lungo il suo percorso .
Questa modalità riprende quella del paesaggio golenale, arenato tra le anse del fiume, morbido e variabile; verso Nord tale logica si fonde nella geometria della campagna coltivata e il sistema dei nuovi edifici è la cerniera attorno a cui avviene tale transizione.

La strada: flussi di auto e nuove golene
Gli edifici previsti dal programma si attesteranno lungo l’asse viario principale.
In corrispondenza di tale fronte il flusso delle macchine verrà a tratti negato, a tratti enfatizzato interagendo direttamente con gli edifici.
Il progetto prevede che la strada, in quanto nuovo fiume attraversato da flussi di auto, segua la stessa logica del corso d’acqua: anche in questo caso è stata ipotizzata un’area di rispetto per il flusso, in modo da permettere allo stesso di dilatarsi quando il flusso stesso lo richiede.
La strada è affiancata dunque da proprie aree golenari, in cui sono collocati parcheggi e punti di risalita alla quota del parco.
La strada non è stata semplicemente interrata: tutti gli edifici interagiscono con la sua quota e le sue golene e l’intero progetto è giocato su differenti livelli .

Gli edifici pubblici
La sede della Provincia rappresenta un punto di arrivo fondamentale sia per chi proviene dal centro città che dall’esterno.
L’edificio si configura come una sorta di approdo: 4 volumi posti perpendicolarmente alla strada emergono dal terreno, 4 docks contro cui la sostanza vischiosa del Parco si incaglia e che aggettano sulla strada in trincea.
I volumi, apparentemente separati tra loro, sono uniti dal livello di ingresso posto alla stessa quota della strada, al cui interno si distribuiscono i vari punti di interfaccia con il pubblico e si organizzano tutti i punti di risalita ai superiori volumi.
Tale livello dialoga con il Parco attraverso una serie di bucature in corrispondenza delle quali il terreno scende e il verde si insinua.
A una quota superiore ogni volume contiene una delle macro - attività previste nella Provincia: questa organizzazione genera una chiarezza distributiva e organizzativa sia per il pubblico che per chi lavorerà nell’edificio.
Ai due estremi del sistema sono collocate le altre due presenze pubbliche previste dal programma: l’Edificio Comunale e il Palazzo di Giustizia.
Tali estremi sono pensati come cerniere tra la viabilità a scorrimento veloce, quella locale, e quella ciclopedonale.

I parassiti
L’ipotesi progettuale è stata verificata attraverso lo strumento del cronogramma al fine di individuare una organizzazione delle attività compatibile con un utilizzo costante e diversificato dell’area.
Il cronogramma ha permesso di valutare i flussi di persone presenti nelle varie ore del giorno e per le diverse attività previste, nei giorni feriali e in quelli festivi.
L’indagine ha evidenziato delle ‘cadute’ negli orari e nelle giornate di chiusura degli uffici.
Il rischio di un utilizzo dell’area limitato ad alcune fasce orarie è stato affrontato ipotizzando un secondo sistema di presenze sull’area che abbiamo definito parassiti
I ‘parassiti’ sono unità destinate all’intrattenimento, alla cultura, ad attività commerciali…..
Punteggiano il parco, si ‘aggrappano’ agli altri edifici, creano un sistema più debole che si sovrappone a quello principale delle altre attività.
La loro collocazione è flessibile, mutevole…le loro luci si accendono o si fanno più evidenti quando quelle degli uffici si spengono.
Portano il valore della diversità all’interno del parco e tra le pieghe della città, coagulano attività e relazioni là dove il sistema delle emergenze si indebolisce.
Se i parassiti si nutrono della presenza degli edifici istituzionali, il loro rapporto con il Parco è, invece, simbiotico: i flussi di persone e relazioni che i parassiti generano forniscono al Parco stesso linfa vitale

Oltre l’area di intervento: sistema del verde e rarefazioni del tessuto urbano
Oltre l’area propriamente d’intervento la validità della proposta è stata verificata ad una scala più ampia, cercando di indagare come il sistema del verde potesse relazionarsi con quella parte di città maggiormente caratterizzata da rarefazioni del tessuto urbano.
Con un approccio che possiamo definire debole, non è stato imposto un disegno definito ma, piuttosto, si è assecondata la natura del tessuto urbano, valorizzando gli interstizi e individuando alcuni nodi che rappresentassero i picchetti dell’intero sistema.