CITTÀ, RESIDENZA E SPAZI DI INTERMEDIAZIONE:
INTERFERENZE E DIMENSIONE SOCIALE DEL PROGETTO

Tratto da:
Europan 7 “Periferia – in”
Progetto di trasformazione di un insediamento residenziale a Drancy, 2003
L’area di intervento, a sud della città di Drancy, si configura come un grande fuoriscala sia dal punto di vista del tessuto edificato che per quanto riguarda la percezione del paesaggio urbano.
L’area è definita da tre grandi blocchi residenziali che perimetrano un vuoto centrale. Ai margini il tessuto residenziale costituito da piccole abitazioni e da unità unifamiliari è bruscamente interrotto: il contrasto è ulteriormente esasperato dalla compattezza delle stecche che non consentono alcuna permeabilità tra la città esterna e lo spazio interno a verde.
Intorno ai blocchi residenziali sono presenti piccoli padiglioni contenenti scuole, un centro commerciale e il centro culturale della Maison Orange: presenze che tuttavia non riescono ad innescare relazioni sociali e dinamiche forti alla scala della città.
In una prospettiva più ampia l’area assume un valore diverso in quanto rappresenta una soglia intermedia tra il centro di Drancy e la zona a sud oltre la ferrovia.
In tale direzione l’edificato di Drancy si salda con la città di Parigi e, in questo senso, il fuoriscala può essere letto come “salto di scala” che segna il passaggio dalla scala della città a quella del territorio.
Il programma proposto sul sito riguarda il ripensamento generale dell’intero quartiere e lo studio più approfondito di due blocchi residenziali e delle aree esterne ad essa contigue.
La riprogettazione di entrambi gli edifici residenziali ha perseguito il medesimo obiettivo di rompere la compattenza dei volumi esistenti rendendoli permeabili e di introdurre al loro interno un mix di funzioni, di attività e di tipologie abitative differenziate.
In entrambi i casi la città e gli spazi urbani penetrano negli edifici fondendosi con gli spazi distributivi della residenza. In corrispondenza dei principali punti di contatto con la città sono stati previsti spazi pubblici e luoghi di interazione.
Obiettivo fondamentale del progetto è stato quello di agire sulla densità intesa nelle sue tre diverse declinazioni: dimensione spaziale, dimensione sociale e dimensione sensibile.

Dimensione spaziale: multicentralità e nuove polarità
Il progetto propone un equilibrio diverso tra la fisicità monolitica degli edifici esistenti, il vuoto centrale da essi delimitato e la città ai margini.
Le rigide separazioni vuoto/pieno ed interno/esterno sono state negate: i blocchi residenziali sono stati trasformati, bucati, e scavati introducendo elementi di discontinuità e dinamizzando gli spazi.
Da un punto di vista funzionale a tali “smagliature” corrisponderanno spazi “altri” a destinazione non residenziale e a valenza urbana.
In direzione opposta il progetto del parco, pur non negando il vuoto tra le residenze, prevede l’introduzione di nuovi elementi: aree riservate ad attività all’aperto, padiglioni di dimensioni diverse e piccoli nuclei di residenze unifamiliari. Queste nuove presenze si saldano a quelle già esistenti generando nuovi sistemi di polarità e recuperando il rapporto con la città ai margini.
Da un punto di vista morfologico il rapporto con la città è riproposto anche attraverso il recupero della maglia urbana generata dalle lottizzazioni e dagli assi viari.
Tale maglia, attualmente interrotta ai margini del sistema residenziale, si insinua, nel progetto, oltre i fronti degli edifici perimetrali andando a strutturare percorsi, accessi e una nuova suddivisione delle unità residenziali e del parco. In corrispondenza dei principali accessi al parco, a 360° sulla città, il disegno si ancora più saldamente all’impianto urbano attraverso un sistema di piastre che si affacciano e introducono al parco.

Dimensione sociale: mixità, diversità e interazione
Il progetto intende generare nuove tensioni all’interno del sistema, cercando di incentivare relazioni sociali e conviviali.
A tal fine si è agito parallelamente in più direzioni alla scala della residenza, della città e degli spazi di transizione tra ambito pubblico e sfera intima dell’alloggio. L’obiettivo è stato quello di generare interferenze tra questi ambiti trasformando i blocchi residenziali in veri e propri ‘pezzi’ di città.

Spazi pubblici
Verticalmente spazi pubblici - piazze, percorsi, spazi verdi - e luoghi di aggregazione -luoghi per lo sport, la cultura e lo svago - si incastrano, a quote diverse, tra le unità abitative connettendo il sistema dei percorsi urbani con quello distributivo delle residenze. Orizzontalmente i blocchi residenziali si proiettano a terra appropriandosi di una parte del parco pubblico: il rapporto tra il parco e la residenza viene infatti modulato prevedendo un passaggio graduale da un verde pubblico ad uno semipubblico a uno strettamente privato.
Quello che si viene a generare è dunque un sistema complesso di attività e spazi pubblici in diretto rapporto con la città e la residenza.
Tali polarità possono essere lette all’interno di sottocircuiti tra loro interagenti in cui il parco è il comune denominatore, il fondo neutro su cui si intrecciano usi e pratiche più o meno ordinarie: andare a casa, andare a scuola, andare al lavoro o lavorare in casa, divertirsi, fare shopping, fare sport, isolarsi o interagire.

Spazi intermedi
Sono stati particolare oggetto di indagine sia per il loro valore funzionale che per il loro potenziale urbano e simbolico.
Tali luoghi di passaggio tra la sfera pubblica e quella privata si relazionano strettamente con le singole unità abitative al fine di favorire la socializzazione e l’incontro e sono essenzialmente di tre tipi: passaggio tra l’edificio e lo spazio pubblico; spazi comuni all’interno degli edifici (ingresso, rimesse per biciclette, pianerottoli, ballatoi); spazi che materializzano la separazione fra lo spazio privato e quello comune (verande, logge, balconi, giardini privati)
Le esigenze delle diverse tipologie di domanda oscillano tra il desiderio di riconoscibilità/individualità e l’esigenza di interazione/incontro.
L’impianto degli spazi intermedi agisce nelle due opposte direzioni.
Da una parte si è cercato di introdurre all’interno dei blocchi il concetto di unità abitativa indipendente in modo da rispondere all’esigenza di riconoscibilità che caratterizza alcune categorie di utenza, come famiglie ed anziani. Ad esempio molte abitazioni sono dotate di un proprio giardino privato o di un loro patio di ingresso.
Piccoli nuclei di alloggi sono invece raggruppati intorno ad elementi distributivi e a spazi collettivi fortemente caratterizzati e quindi, in tal modo, riconducibili ad unità d’insieme riconoscibili.
Ad esempio il nucleo di abitazioni definite home/office è caratterizzato da una zona comune di ingresso maggiormente “pubblica” dove, accanto al blocco scala/ascensore, sono previste una sala riunioni ed alcuni servizi comuni.
La grande piazza in quota, in diretto rapporto con la Maison Orange, è invece l’elemento organizzatore attorno a cui si coagulano unità più piccole destinate a single o studenti, categorie maggiormente propense all’interazione e a un rapporto diretto con la città.


Flessibilità di utilizzo
Le diverse configurazioni tipologiche sono state generate da un sistema modulare estremamente flessibile e modificabile al variare delle esigenze. I moduli base possono essere diversamente assemblati in modo da creare unità su un livello, duplex, triplex o loft associati a spazi per uffici o per piccoli laboratori.
L’impianto prevede che tra le unità abitative siano collocati degli spazi ‘neutri’ scarsamente caratterizzati che possano essere utilizzati sulla base delle reali esigenze di chi abita. Ad esempio:
spazi comuni che possono essere condivisi o piuttosto suddivisi in logge/giardini/balconi privati;
spazi comuni che possono essere lasciati aperti o piuttosto chiusi e trasformati in serre/giardini d’inverno;
spazi comuni che possono essere diversamente attrezzati per creare piccoli laboratori, locali hobby, locali per feste o accudimento congiunto dei bambini;
spazi con dotazioni tecnologiche che possono essere condivise (postazioni pc/internet, tv via cavo, centri di controllo per rispondere alle esigenze di sicurezza degli anziani…);
spazi comuni per ospiti;
vani di rotazione: collocati tra due abitazioni con la possibilità di essere poi attribuiti all’una o all’altra a seconda delle necessità o piuttosto convertiti in piccoli uffici;

Dimensione sensibile: intensità e identità
Rompere l’attuale separazione, portare il senso della città dentro il recinto isolato del quartiere intensificandone la percezione, valorizzare il rapporto tra la città costruita e la natura: questi sono stati i presupposti per la costruzione di una nuova identità dell’area.
I blocchi residenziali da elemento di separazione sono stati trasformati in interfacce sensibili e permeabili in grado di modulare il rapporto città/natura.
Il nuovo sistema propone ritmi e modalità di fruizione diverse e il verde è l’elemento che, anche insinuandosi all’interno dei blocchi residenziali, costituisce il comune denominatore.
Alla diluizione di densità fisica che l’intervallo del Parco introduce nel tessuto edificato corrisponde dunque un intensificarsi della densità percettiva.
All’interno del Parco si vive, si va a scuola, si lavora, si fa sport, si esce alla sera : accanto ai padiglioni scolastici esistenti e alla Maison Orange è stato ipotizzato, a tal fine, un secondo sistema di presenze destinate all’intrattenimento o ad attività commerciali che rinforzano all’interno del Parco il sentimento di urbanità.
Tali presenze intensificano la dialettica tra percorsi e spazi intercettati, tra attraversamento e stazionamento e in tal senso il disegno dei percorsi ciclopedonali diventa una componente fondamentale: esso si integra con il sistema della viabilità, interagisce con le diverse attività, asseconda i movimenti del terreno…
‘La città nuova deve coniugare le due culture, il camminare a piedi e lo spostarsi in automobile, farle convivere a beneficio dell’abitare contemporaneo... Riflettere sul percorso pedonale significa dare un ruolo al corpo umano, affidare ai sensi il compito di percepire caratteristiche e conformazione dello spazio’.