LA BIBLIOTECA CIVICA:
PROGRAMMAZIONE E PROGETTO ARCHITETTONICO

Il tema degli spazi destinati ad attività culturali è da tempo oggetto di indagine ed approfondimento da parte di DAP studio.
Questa ricerca è stata approfondita nell’ambito di molti concorsi di progettazione ed è confluita in alcune realizzazioni significative, come le Biblioteca di Castellanza, di Ranica e di Lonate Ceppino.
Profilo di comunita’
Il progetto della Biblioteca viene impostato sull'oggettiva attenzione alle richieste dei cittadini, all'evoluzione dei loro comportamenti nell'uso dei servizi culturali, ai risultati delle rilevazioni e alle espressioni dei bisogni e delle loro percezioni di qualità.
Il progressivo spostamento delle fasce d'età nella popolazione, ad esempio, ha avuto come conseguenza una rilevanza numerica sempre maggiore delle persone della terza età.
Tale segmento di utenza ha la necessità di spazi da frequentare con assiduità (sovente il luogo di elezione è la parte più divulgativa e di informazione quotidiana dell'emeroteca); tali spazi devono essere caratterizzati da una qualità del confort ambientale tale da consentire un uso familiare delle attrezzature e dei servizi.
In generale è anche aumentata l'utenza che frequenta gli spazi bibliotecari non obbligata da doveri scolastici. Questo dato è molto importante poiché la popolazione scolastica è relativamente indifferente alla qualità del servizio e degli spazi in quanto è costretta a usufruirne per motivi di studio.
Il cittadino adulto rappresenta, invece, un target di utenza che richiede una progettualità innovativa. Emerge, dunque, la necessità di pensare ad una Biblioteca utilizzabile da tutti i cittadini: il progetto deve essere strutturato sui bisogni di informazione, lettura e svago dei diversi target di utenza.

Immagine
La progettazione architettonica può contribuire a rafforzare la percezione della Biblioteca come luogo di socializzazione e di incontro pur garantendo, allo stesso tempo, il necessario raccoglimento proprio di un luogo di studio e di approfondimento della conoscenza. Una buona integrazione tra spazi interni ed esterni è determinante in questo senso poiche’ consente all’edificio di proiettare la sua presenza e le sue funzioni oltre le proprie mura.
Di fondamentale importanza è la valorizzazione della zona di ingresso, che nel mondo anglosassone viene chiamata browsing area e che viene strutturata per aree d'interesse. Caratterizzato da un'immagine accogliente e accattivante, può sfruttare tecniche espositive derivate dal marketing.
Questo settore precede, fisicamente e funzionalmente, gli altri spazi ed ha lo scopo di aiutare l'utente a superare la "paura della soglia", cioè l'imbarazzo e la soggezione che spesso ostacolano il rapporto con il cittadino. Una distribuzione amichevole e chiara degli spazi, una segnaletica studiata in modo da attirare l'attenzione e mettere gli utenti a proprio agio sono requisiti indispensabili. In sintesi:

immediata riconoscibilità dell'edificio in quanto luogo pubblico;
trasparenza e leggibilità delle funzioni contenute;
permeabilità degli spazi interni ed esterni;
distribuzione amichevole e segnaletica chiara;
valorizzazione del settore d’ingresso

Multimedialità
Il modello della mediateca francese ha da tempo individuato la multimedialità come modalità strategica di incontro tra cittadino e informazione, in grado di attrarre anche utenza poco propensa ad utilizzare i servizi bibliotecari classici.
Il nostro gruppo di progettazione sta lavorando da tempo al tema del rapporto tra la multimedialità e lo spazio fisico della Biblioteca.
Quali trasformazioni genera nell'architettura la comparsa dei nuovi media? Come si modificano lo spazio e la sua percezione?
La ricerca ha identificato la centralità dei seguenti aspetti:

Multidirezionalità
Strumenti di comunicazione diversi coesistono in modo diffuso e multidirezionale nella Biblioteca contemporanea; i flussi e i media si sovrappongono originando una nuova complessità che diventa presupposto fondamentale del progetto architettonico.

Interazione
La complessità spaziale e la sovrapposizione dei media favoriscono e stimolano l’interazione tra gli utenti. Il progetto deve gestire la compresenza di spazi per l’incontro e spazi per lo studio.

Isolamento
La tecnologia può diventare un’estensione del corpo e della mente che consente di comunicare e interagire oppure, al contrario, può diventare uno strumento per isolarsi.
I nuovi media consentono di trasferire nello spazio pubblico una dimensione privata, quasi intima, che il progetto degli spazi deve considerare.
L'isolamento diventa un fatto percettivo e non di organizzazione fisico - distributiva dello spazio e genera nuovi modelli di comportamento.

Sensibilità
L'ambiguità percettiva prodotta dai nuovi media si contrappone all'interesse per la materia: architettura, spazi, materiali generano sensazioni.
L'edificio deve esprimere l'instabilità di un organismo in cambiamento che il flusso delle informazioni ridefinisce costantemente.