BIBLIOTECA CIVICA ELSA MORANTE
LONATE CEPPINO



committente: Comune di Lonate Ceppino
progetto: Dap studio
strutture: GB. Scolari
impianti: M. Piantoni, A. Bronzoni
cronologia: 2006-2008 
12. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Premio Mies va der Rohe 2011 (progetto nominato), Premio Aluminium in Renovation 2009, Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2009 (progetto finalista).

La biblioteca civica “Elsa Morante” è il risultato del restauro dell’ex Oratorio di San Michele e della realizzazione del suo ampliamento.
La chiave di lettura dell'intervento risiede proprio nella dialettica tra preesistenza e nuova costruzione, tema che ha orientato tutte le scelte progettuali.
Il rapporto tra le due presenze è giocato opponendo matericità e leggerezza, opacità e rifrazione: la contrapposizione enfatizza le peculiarità dei due volumi.
L'edificio storico è stato recuperato nel rispetto della preesistenza, attraverso un’attenta valorizzazione delle sue caratteristiche originarie.
Il volume di ampliamento sorge parallelamente al fronte est dell’Oratorio; è un corpo stretto e allungato, una sorta di guscio leggero in lamiera bianca forata la cui sezione si assottiglia verso l’alto.
Tra un corpo e l’altro si inseriscono due ulteriori elementi di collegamento: al piano terra un piccolo box dalla copertura completamente vetrata consente, di giorno, l’accesso alla biblioteca mentre, di notte, si trasforma in una lanterna che illumina suggestivamente lo spazio vuoto tra i due edifici; al primo piano, invece, una scatola sospesa rivestita in legno ospita un tunnel che lega il corpo dei servizi alla sala delle capriate, marcando per opposizione la saldatura tra nuovo e vecchio.
La Biblioteca si presenta internamente come uno spazio aperto allestito con librerie in legno, concepite come aggregazioni di moduli di diverse altezze; al piano superiore la sala delle capriate è uno spazio polifunzionale e flessibile destinato ad ospitare convegni ed esposizioni.
Il volume di ampliamento articola i locali di servizio, i cavedi tecnici e le risalite al livello superiore, anche se la promenade di collegamento non si esaurisce alla quota del primo piano. Laddove lo spazio interno si contrae, una passerella inclinata prosegue fino ad un piccolo ambiente illuminato da una vetrata angolare: è questo il punto in cui l’architettura si smaterializza e i confini tra interno ed esterno si confondono.