EDIFICIO 3DC
MILANO



committente: Pirelli Re
progetto: Dap studio
strutture: ing Scolari
impianti: Hilson Moran
cronologia: 2007  
Questo progetto è il vincitore del concorso organizzato da Pirelli Re per la progettazione di un edificio per uffici nell'area della Grande Bicocca a Milano
L’obiettivo è quello di realizzare un prestigioso pezzo di architettura di grande valore estetico e con caratteristiche tecniche e di design innovative.
Il principio dell'eco-sostenibilità è stato un presupposto fondamentale, sulla base del programma recentemente stilato da Pirelli Re per la costruzione di edifici "environmentally friendly".
Come richiesto dal competition brief, redatto in collaborazione con IISBE Italia (International Initiative for Sustainable Built Environment), l’edificio sara costruito secondo criteri che permettano di ridurre il consumo di energia almeno del 30%, come previsto dal D.Lgs. 311/2006.
Si prevede che le opere di realizzazione siano completate entro la metà del 2009
L'edificio per uffici è costituito da quattro piani fuori terra e da due interrati ed è il risultato di un'attenta analisi del contesto urbano che caratterizza l'area di progetto.
L'idea di fondo è quella di sovrapporre al sistema forte dei grandi recinti e dei margini continui un sistema di segnali deboli alla scala dell'uomo, consegnando al quartiere luoghi di relazione nuovi e nascosti. Alcuni di questi luoghi aperti alla città sono ospitati all’interno dell’edificio stesso e da qui la scelta di “3dC” come logo identificativo del progetto: 3dC, infatti, oltre ad essere l'assonanza fonetica di “Tredici”, è anche l'acronimo che contraddistingue lo slogan “three-dimensional community”, perfetta sintesi degli intenti e degli obiettivi progettuali.
Il progetto dell’architettura prevede che la rigida separazione vuoto/pieno ed interno/esterno venga parzialmente negata : il lungo fronte dell'edificio viene trasformato da elemento di separazione ad interfaccia sensibile e permeabile.
Il progetto punta sulla valorizzazione degli spazi di transizione tra “dentro” e “fuori”, tra ambito di lavoro e spazio pubblico. Tale dialettica ha prodotto un organismo “non introverso”, in grado di accogliere utenti diversi, generare tensioni, coagulare relazioni sociali. L'obiettivo di fondo è che ad una diluizione della densità fisica corrisponda un'intensificazione della densità sociale e sensibile.
L'impostazione volumetrica del progetto risulta particolarmente rafforzata dalla scelta dei materiali. La matericità della struttura in cemento, infatti, è contrastata dal rivestimento dei volumi in vetro U-glass di colore bianco che si sovrappone a pareti e a finestre.
In particolare l'attacco a terra dell'edificio è ridotto e permeabile, spazi esterni e spazi interni sono separati da pareti vetrate in un forte rapporto di continuità percettiva.
L'area di ingresso è un ampio spazio diffuso e multidirezionale, un luogo di passaggio e di incontro che può essere aperto alla città ed ospitare punti informativi o addirittura propaggini di altre realtà presenti sull'area, come ad esempio lo spazio Hangar o il Multisala del Bicocca Village.
Per quanto riguarda i livelli superiori la permeabilità dell'edificio si esprime soprattutto nel rapporto tra gli spazi interni di lavoro e quelli esterni in diretto rapporto.
La complessa articolazione dell'edificio propone all'interno un'esperienza spaziale in grado di generare coinvolgimento emotivo: la percezione è quella di uno spazio che si dilata e che si contrae, che offre scorci imprevisti, che alterna aperture verso l'esterno a spazi raccolti e contenuti.